Come preannunciato la scorsa settimana abbiamo potuto partecipare, insieme agli amici liguri, al convegno scientifico nazionale "Retina: il Futuribile, il Sostenibile", svoltosi ad Alessandria, su iniziativa della dott. Daniela Dolcino, sabato 23 marzo u.s.
La manifestazione ha confermato le aspettative rivelandosi di alto spessore scientifico. Nel corso delle sue sessioni abbiamo infatti potuto ascoltare relazioni assai interessanti ed a tratti anche affascinanti. Tutti gli aspetti concernenti la retina, dalla chirurgia, alla diagniosi, dal trattamento farmacologico alle prospettive protesiche sono stati trattati approfonditamente ma il linguaggio utilizzato ha permesso, anche ai non addetti ai lavori, di comprendere gli interventi dei relatori.
Passando dunque brevemente in rassegna i principali contributi inizieremo senz'altro da quello del prof. Stanislao Rizzo di Pisa che ha nuovamente esposto i risultati ottenuti con l'impianto della retina artificiale "Argus II". I dati presentati ricalcano sostanzialmente quelli già emersi nel nostro convegno scientifico di Agliè e nel corso della conferenza stampa di Milano.
Il progetto va comunque avanti, nonostante le difficoltà economiche, e si spera in progressivi miglioramenti dei componenti utilizzati oltre che del software che regola il sistema.
Molto interessante anche la relazione della dott. Grazia Pertile dell'ospedale di Negrar (VR). L'insigne retinologa si è soffermata a descrivere il "trapianto autologo di coroide", un complesso intervento chirurgicooggi possibile per il trattamento di taluni casi selezionati di maculopatie.
I risultati ottenuti non sono ancora molto entusiasmanti ma le prospettive appaiono comunque non prive di interesse. Si tenga conto infatti che una simile operazione, fino a qualche tempo fa, sembrava impensabile.
Altri interventi si sono addentrati poi ad approfondire argomenti avvenieristici come la possibile rigenerazione del tessuto retinico. Su questo punto non esiste ancora una posizione unanime dei ricercatori. Sappiamo infatti che alcune specie animali possiedono una retina rigenerabile ma a livello umano, almeno per ora, sussistono soltanto indizi, sia pur incoraggianti.
Sul tema dell'ocriplasmina, sostanza che dovrebbe consentire, per lo meno in alcuni casi, la separazione non chirurgica del corpo vitreo dalla superfice retinica, si è soffermato il prof. Rossi di Genova. Questo farmaco si sta dimostrando molto efficace nelle situazioni iniziali di trazione vitreo-retinica che, se non trattate tempestivamente, possono determinare l'insorgere di un foro maculare. L'ocriplasmina potrebbe essere autorizzata in Europa nei prossimi mesi.
Abbiamo altresì ascoltato, con grande ammirazione, gli approfonditi contributi del dott. Giovanni Anselmetti, primario dell'Ospedale Maria Vittoria di Torino, che si è soffermato a descrivere le più moderne tecniche terapeutiche per la retinopatia degli immaturi, e del dott. Vito Belloli, primario oculista di Borgomanero, che si è occupato della vitrectomia mininvasiva, oggi possibile attraverso l'utilizzo di nuovi e piccolissimi strumenti chirurgici.
Molto interesse ha infine suscitato l'atteso intervento della prof. Francesca Simonelli di Napoli, una delle principali ricercatrici italiane nel campo delle distrofie retiniche ereditarie. La sua relazione ha riproposto le prospettive di terapia genica, già positivamente sperimentate nell'amaurosi congenita di Leber. I prossimi passi, in tale direzione, si stanno indirizzando sul possibile trattamento della Malattia di Stargardt e, in prospettiva, di alcune forme di retinite pigmentosa di cui però sia chiaramente individuata l'anomalia genetica che ne sta alla base.
Eccovi comunque, per rendere più completa questa breve sintesi, un'intervista registrata all'organizzatrice del convegno dott. Daniela Dolcino. Quì sotto il link per la visione: GUARDA IL VIDEO
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Venerdì 12 aprile dalle ore 15.30 alle ore 17.00,
Presso la nostra sede di Asti, partirà un corso di Braille per soci, volontari e simpatizzanti, della durata complessiva di 21 ore. Le lezioni si svolgeranno successivamente ogni venerdì pomeriggio e saranno tenute dalla coordinatrice provinciale Renata Sorba. Le iscrizioni devono pervenire entro venerdì 5 aprile. Per ulteriori informazioni e adesioni telefonare al numero: 0141 - 59.32.81.
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Rinnoviamo l'appello per la partecipazione al Convegno Internazionale sulla tecnologia che si svolgerà a Piacenza sabato 13 aprile p.v. Il pulmann partirà, da via Nizza 151 a Torino, alle ore 7,30. La quota di partecipazione, comprendente viaggio, iscrizione e buffet di mezzogiorno, è stata fissata in euro 25 per i soci, ed euro 30 per tutti gli altri. Per ulteriori informazioni ed iscrizioni telefonare alla sede centrale (011 - 664.86.36) e chiedere di Aurora.
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Con l'avvicinarsi della Pasqua, e della Settimana Santa, vogliamo quest'anno offrire ai nostri soci e simpatizzanti, una nuova iniziativa culturale propostaci dal prof. Luigi Mariani, direttore d'orchestra e docente presso il Conservatorio di Torino. Lunedì 25 marzo, alle ore 17, presso l'aula magna del Centro Documentazione Non Vedenti di via Nizza 151 a Torino, Luigi Mariani terrà una conferenza musicale di presentazione della "Passione secondo San Matteo" di J. S. Bach. Nell'incontro, che ripercorrerà la storia e il significato del grande capolavoro, sarà possibile ascoltare e confrontare vari brani dell'opera, evidenziandone gli elementi stilistici e le tecniche di esecuzione. Si tratta dunque di una nuova iniziativa che, se apprezzata, potrà magari essere replicata per altre importanti composizioni della storia della musica. Vi invitiamo dunque a partecipare numerosi e ringraziamo sentitamente i responsabili del Centro Documentazione Non Vedenti per l'ospitalità.
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Il prossimo appuntamento di RI-ABILITA', rassegna di incontri e visite museali dedicati alla conoscenza e all'estetica non solo visive, è fissato per martedì 26 marzo 2013 alle ore 15 presso "SPAZIO LA STAMPA", museo cittadino dedicato al quotidiano torinese, in via Lugaro 21 a Torino. L'attività terminerà intorno alle ore 17.30 ed avremo una guida del museo a nostra disposizione. Chi fosse interessato a partecipare, segnali la propria adesione entro il 20 marzo 2013 alla segreteria APRI (011.6648636). Vi aspettiamo come sempre numerosi!
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Giovedì 14 marzo, alle ore 20,30, si svolgerà l'ultimo incontro, gestito dalla nostra associazione, presso la Unitre di Nichelino che si trova in via Moncenisio 24. Il ciclo di quattro lezioni, consistente in un breve corso di alfabetizzazione Braille, si concluderà con una esercitazione di lettura guidata dal presidente Marco Bongi. Ci complimentiamo con il gruppo di circa una decina di allievi che ha ottenuto davvero ottimi risultati.
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Nei giorni scorsi abbiamo avuto il piacere di intervistare, presso la sede centrale, l'amico Stephane Enbongue, giornalista albino camerunese da due anni in Italia. Egli ci ha ricordato le difficoltà che vivono quotidianamente questi ipovedenti, fra pregiudizi superstiziosi e problemi fisici dovuti alla forte insolazione del loro territorio. Ringraziamo Stephane per le belle parole spese nei confronti della nostra associazione e per aver accettato di darci una mano come volontario. Ecco dunque il link diretto per la visione dell'interessante filmato.
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Secondo appuntamento del progetto "Non vedo l'ora" in una scuola materna astigiana. Giovedì 21 febbraio, alle ore 10,30, si svolgerà la presentazione ufficiale della seconda mostra tattile presso la Scuola per L'Infanzia XXV Aprile. L'iniziativa prevede giochi sensoriali e materiali vari esplorabili dai bambini ad occhi chiusi. La mostra sarà visitabile, negli orari di apertura della scuola, fino al giovedì successivo 28 febbraio. "Non vedo l'ora" è un progetto portato avanti dalla nostra sezione di Asti, in collaborazione con l'associazione "Universi Sensibili", finanziata dal locale Centro Servizi Volontariato e con il patrocinio della Città di Asti. All'innaugurazione, che si svolgerà significativamente nella Giornata Nazionale del Braille, interverranno la coordinatrice provinciale APRI Renata Sorba, gli artisti Antonio Catalano e Paola Bortoluzzi, oltre agli insegnanti ed educatori della Scuola XXV Aprile.
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Nell'ambito del giro di orizzonte che stiamo effettuando, fra gli ospedali piemontesi, circa l'utilizzo del farmaco Avastin nel trattamento delle degenerazioni maculari senili, abbiamo ricevuto questa settimana notizie fresche dal Maria Vittoria. Ebbene, ci è stato comunicato che la Direzione Sanitaria di tale nosocomio ha ordinato alla farmacia interna di ritirare il prodotto dal reparto di oftalmologia vietandone la somministrazione ai pazienti maculopatici. Come si può dunque notare la situazione resta alquanto confusa ed ogni ospedale si comporta in modo assai diverso. Speriamo dunque di poter presto incontrare l'assessore regionale alla sanità a cui abbiamo chiesto ufficialmente un appuntamento urgente.
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La rivista scientifica "Stem Cell Translational Medicine" ha recentemente pubblicato uno studio, realizzato, presso l'Università australiana di Melbourne, dal ricercatore italiano prof. Tiziano Barberi, che lascerebbe intravvedere la possibilità di produrre, comunque in un futuro assai remoto, cristallini umani da trapiantare partendo da cellule staminali embrionali.
Dopo esserci consultati con alcuni membri del nostro comitato scientifico ci sentiamo, in coscenza, di ridimensionare notevolmente la notizia. Può essere infatti culturalmente interessante conoscere con precisione i meccanismi biologici che stanno all'origine della formazione del cristallino, come di altri organi fra cui la retina.
Ben diversa appare però la questione concernente l'eventuale utilizzo pratico di una tale scoperta. A parte i gravissimi problemi etici che porterebbero all'eliminazione di un essere umano per la semplice produzione di una lentina già disponibile in commercio a poche decine di euro, resta il fatto che l'uso di cellule staminali embrionali, a tutt'oggi, è considerato assai pericoloso per la salute del ricevente a causa dell'alto rischio di sviluppi neoplastici. Anche per il trattamento delle cataratte congenite dunque sembrano assai più promettenti gli studi relativi alla costruzione di cristallini artificiali più evoluti.
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Nei prossimi giorni consegneremo ufficialmente un videoingranditore da tavolo al rappresentante in Italia di un'associazione che si occupa di sostenere e proteggere gli albini che vivono in Camerun.
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Con piacere pubblichiamo integralmente una lettera, inviataci dalla dott. Daniela Dolcino, primario della Struttura Complessa di Oftalmologia presso l'Ospedale di Alessandria. La posizione espressa è sostanzialmente contraria all'utilizzo "off label" del farmaco Avastin nelle degenerazioni maculari senili. Sollecitiamo ovviamente anche gli altri primari piemontesi a far sentire la propria voce.
Buonasera. La ringrazio per il suo interessamento. Per quel che riguarda la Struttura Complessa di Oculistica dell'ASO di Alessandria, la situazione è piuttosto semplice e poco fantasiosa: abbiamo seguito la legge. Dal momento in cui Lucentis e Macugen sono stati commercializzati in Italia ed ammessi alla rimborsabilità da parte del SSN, li abbiamo utilizzati sottoponendoci al faticosissimo monitoraggio nazionale. Infatti quando esiste un farmaco registrato per una indicazione ( ad es la degenerazione maculare senile essudativa) non si può fare un altro farmaco non registrato ( Finanziaria 2007). Vista la diffusa confusione , abbiamo richiesto ed ottenuto la certificazione di qualità per il percorso di iniezioni intravitreali, al fine di presentarci ai nostri utenti con una patente di affidabilità. Questo ci ha ulteriormente obbligati all'osservanza della normativa vigente. Abbiamo dunque utilizzato Avastin solo nei casi in cui non vi era un farmaco registrato : edema maculare diabetico, edema posttrombotico, neovascolarizzazione nel miope elevato, altre neovascolarizzazioni retiniche, Retinopatia del pretermine. Da Dicembre 2012 la normativa è però ulteriormente cambiata. Oggi Lucentis riporta sul foglio illustrativo ed è rimborsabile con le seguenti indicazioni: degenerazione maculare essudativa legata all'età, edema diabetico, edema posttrombotico. Quindi anche in queste due ultime patologie non possiamo più iniettare Avastin. Nella degenerazione miopica, nella retinopatia del pretermine, nelle neovascolarizzazioni coroideali di altra natura, in cui non esiste un farmaco registrato, si può fare l' off label ( es Avastin). I requisiti per eseguire una terapia off label sono i seguenti : mancaanza di un farmaco registrato per quell'utilizzo, letteratura scientifica a supporto del farmaco off label, consenso informato, commercializzazione del farmaco per altri usi. Avremo quindi anche noi un aumento della spesa sanitaria. Anche se gli studi comparativi tra Avastin e Lucentis ( Catt e Ivavn) parlano di effetti collaterali simili con entrambi i farmaci, la maggior pericolosità sottolineata dall'Aifa, rende estremamente difficile la posizione del medico e di una Direzione Sanitaria che si assumano la responsabilità di un trattamento con Avastin. La soluzione ideale sarebbe l'esecuzione di ulteriori studi clinici comparativi ma credo che, stante la presente normativa, non resti altro che riconoscere all'oculistica un capitolo di spesa riguardante la spesa farmacologica superiore rispetto al passato. In passato la spesa farmacologica era molto bassa per l'oculistica. Oggi non si può trascurare l'importanza sanitaria e sociale di questa terapia che garantisce e talvolta restituisce a moltissimi pazienti una autonomia. Bisogna pensare altresì alla spesa sociale di una persona non vedente o gravemente ipovedente. Solo allora, la spesa sanitaria necessaria per il farmaco apparirà una spesa utile non solo socialmente ma anche economicamente. Esiste, tra l'altro, un health tecnology assesment proprio a proposito del Lucentis.
dott. Daniela Dolcino
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Sembra il tormentone di questi ultimi mesi. C'è, come sempre, chi si entusiasma e chi, forse con maggiore senso pratico, preferisce ricordare tanti e tanti altri episodi di "nuovi dispositivi miracolosi" rivelatisi, dopo qualche tempo, vere e proprie bolle di sapone. Di che cosa si tratta? I più scettici hanno già soprannominato questo sistema "la fascia del Samurai" che ridona la vista. In realtà, al di là delle suggestioni, Auxdeco, questo è il nome commerciale del prodotto, non opera tanto sul piano visivo quanto piuttosto a livello tattile. Esso consiste in una fascia, comandata da una micro-telecamera computerizzata, da posizionare sulla fronte del non vedente. La fascia elettronica contiene 512 elettrostimolatori in grado, a detta dei produttori, di riprodurre il profilo delle immagini sul capo di chi la indossa. Tali immagini, sempre a detta dell'azienda giapponese, potrebbero essere successivamente percepite ed interpretate dalla corteccia cerebrale deputata alla elaborazione delle immagini vere.
I risultati pubblicizzati parrebbero eccezionali ma... quando mai si è visto qualcuno che non esalti il frutto di una propria realizzazione, specialmente quando da questa potrebbero derivarne notevoli guadagni?
Da parte nostra tuttavia non ci sembra giusto neppure "tranciare" aprioristicamente il progetto che è approdato in Italia da qualche mese, facendo parlare di sè numerosi organi d'informazione.
Auxdeco è frutto degli studi sviluppati in Giappone da un certo prof. Yonezo Kanno. La società produttrice,, che ha aperto recentemente una filiale italiana nel Molise, è la "Eyesplusplus" di Tokyo. La campagna di sensibilizzazione nel nostro paese si avvale, fra l'altro, del patrocinio dell'Unione Italiana Ciechi. Gli oculisti da noi interpellati ostentano comunque un grande scetticismo. Mancano pubblicazioni scientifiche accreditate e risultati verificati da soggetti terzi e imparziali.
Più che gli oculisti tuttavia dovrebbero forse pronunciarsi i neurologi o i neuro-oftalmologi. Auxdeco pare infatti postulare un processo di interazione fra tatto e vista che non è stato mai profondamente indagato dalla scienza ufficiale. Staremo dunque a vedere. Per ora consigliamo prudenza, specialmente prima di mettere mano al portafoglio.
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La nostra delegazione zonale di Orbassano ha concluso con successo il suo primo corso di alfabetizzazione Braille, frequentato da alcune educatrici ed insegnanti del territorio. Giovedì prossimo 10 gennaio alle ore 17, presso la sede locale di via De Gasperi 28, il presidente Marco Bongi consegnerà personalmente gli attestati di profitto ai quattro allievi che hanno superato positivamente la prova finale. La delegata zonale Loretta Rossi, che ha condotto la maggior parte delle lezioni, si è detta contenta di questa prima iniziativa ed ha già progettato un nuovo corso per l'autunno 2013.
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