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Lettera a Massimo Giletti

Portiamo a vostra conoscenza la lettera inviata, nei giorni scorsi, al giornalista RAI Massimo Giletti, conduttore della rubrica televisiva "L'Arena".  

Spettabile Redazione,Con la presente intendiamo chiedere di poter intervenire, nel corso di una delle prossime trasmissioni allo scopo di correggere le numerose informazioni, imprecise e scorrette emerse rispetto alla problematica dei cosiddetti falsi ciechi. Non capiamo infatti il motivo per cui venga sempre ed esclusivamente invitato il professor Tommaso Daniele, presidente nazionale dell'Unione Italiana Ciechi, il quale ha già dimostrato più volte di non essere in grado di sostenere adeguate argomentazioni, né sul piano giuridico, né tanto meno su quello scientifico. Il problema del resto è molto semplice: oltre il 70% dei processi intentati contro coloro che voi classificate frettolosamente come "falsi ciechi", si concludono con l'assoluzione degli imputati perché la legge n.138/2001 parla molto chiaro. La nozione di cecità legale è notevolmente diversa rispetto al significato comune della parola nella lingua italiana. Perché nessuno dice mai queste cose? Caro signor Giletti, lei non si sognerebbe mai di confezionare un servizio scandalistico per il fatto, ad esempio che negli ospedali italiani si espiantano organi su persone che hanno il cuore battente, respirano, e di cui sangue circola regolarmente nelle vene. Per il significato comune esse non sono morte ma per la legge, che ha introdotto il concetto di morte cerebrale lo sono a tutti gli effetti. Così avviene anche per la cecità e ci stupisce che nessuno sia in grado di far valere quest'argomentazione assolutamente evidente. Si preferisce evidentemente far finta di "stracciarsi le vesti"  colpendo persone sicuramente deboli e spesso non in grado di difendersi. Oppure ci si lava la coscienza invitando il professor Tommaso Daniele che, pur di non contrariare i governanti, che finanziano in modo assolutamente sproporzionato la sua inefficiente associazione, è disposto ad avvallare qualsiasi posizione, anche se evidentemente contraria agli interessi della categoria che rappresenta. Chiediamo dunque, per amore di giustizia e di verità, di poter intervenire alla sua trasmissione. Restiamo dunque in attesa di riscontro e porgiamo distinti saluti.

Ricordiamo, per chi volesse appoggiare questa presa di posizione, di inviare e-mail di sostegno al seguente indirizzo: bastasprechi.arena@rai.it