SCIENZA: UNA VERIFICA SULLE STIMOLAZIONI TRANSCORNEALI

La Clinica Oculistica dell'Università di Tubinga (Germania) è stata incaricata dalla tedesca Commissione Federale Mista (G-BA) di effettuare un rigoroso studio scientifico sulle effettive potenzialità terapeutiche delle elettro-stimolazioni transcorneali nei malati di retinite pigmentosa. Questa metodica viene utilizzata, da alcuni anni, in determinati centri di riferimento anche italiani. Alcune aziende stanno infatti commercializzando dispositivi specifici per questa terapia. La ricerca sarà portata avanti in doppio cieco e con la somministrazione, ad alcuni pazienti, di un trattamento placebo. L'elettrostimolazione trans-corneale, secondo alcuni clinici, potrebbe ritardare il decorso della malattia e determinare, in un numero significativo di casi, un allargamento del campo visivo. I pareri tuttavia non sono unanimi. Ben venga dunque una verifica ufficiale.

SCIENZA: INTERVISTA AL DOTT. LEONARDO COLOMBO

Continuano le nostre interviste esclusive ai più accreditati ricercatori italiani nel campo delle distrofie retiniche ereditarie. Nei giorni scorsi il nostro giovane consigliere Luca Colombo ha registrato, in modalità telematica, un importante colloquio con il dott. Leonardo Colombo, responsabile dell'ambulatorio sulla retinite pigmentosa presso l'Ospedale San Paolo di Milano. Questo affermato oculista aveva già partecipato al nostro convegno nazionale di Settimo Torinese che si svolse il 23 maggio 2015. Ricordiamo che il centro milanese dell'Ospedale San Paolo rappresenta il principale punto di riferimento per i retinopatici residenti in Lombardia. Fu fondato, negli anni '80, dal prof. Nicola Orzalesi e portato poi avanti, per parecchi anni, dalla compianta dott. Chiara Pierrottet. Presentiamo dunque ai nostri lettori l'interessante intervista che ha già ottenuto, tra l'altro, un notevolissimo numero di visualizzazioni sul nostro canale youtube:

http://www.youtube.com/watch?v=c4rz8futveg

SCIENZA: IL DATA BASE RPE65

I ricercatori dell'Ospedale Careggi di Firenze ci hanno informato che si sta redigendo un Registro Nazionale dei pazienti affetti da distrofia retinica causata dalla mutazione del gene RPE-65. Ciò a seguito della possibilità di applicare la terapia genica Luxthurna, già sperimentata con successo su due bambini a Napoli. La distrofia retinica RPE-65 è una degenerazione molto precoce che porta normalmente alla cecità assoluta già in età adolescenziale. La prospettiva terapeutica dunque potrà avere successo, almeno sul piano funzionale, soprattutto nei bambini. Dalle pagine della nostra newsletter ci siamo già occupati di questa cura. Vi riproponiamo pertanto due interviste sull'argomento effettuate con l'oculista dott. Mario Vanzetti rispettivamente nel luglio 2018 e nel gennaio 2020. Buon ascolto:

http://www.youtube.com/watch?v=ZnAlvkeh65M

http://www.youtube.com/watch?v=wj1-CsB10ss

SCIENZA: L'ESAME DEL FONDO DELL'OCCHIO

Abbiamo registrato, mercoledì 29 luglio, la seconda video-intervista dedicata ad illustrare i principali esami oculistici utilizzati nelle visite oftalmologiche. Le domande sono state poste questa volta al dott. Mario Vanzetti, oculista che i nostri soci conoscono molto bene in quanto opera da anni presso l'Ospedale Mauriziano di Torino. In questo filmato si tratta dell'esame del fondo oculare, anche detto "Fundus Oculi" una delle indagini più comuni nelle patologie che coinvolgono la retina. Tale metodica può essere effettuata soggettivamente dal medico oppure utilizzare varie forme di riproduzione fotografica. Per visionare l'interessante documento cliccare qui sotto:

Clicca qui

SCIENZA: TERAPIA GENICA CONTRO LE MACULOPATIE

La prestigiosa rivista scientifica Agomb-Science ha pubblicato un interessante studio realizzato dall'Istituto di Oftalmologia Molecolare e Clinica di Basilea. Si tratterebbe di un particolare trattamento genico che sarebbe in grado, secondo gli estensori dell'articolo, di rendere nuovamente sensibili alla luce alcuni fotorecettori retinici non più funzionanti. Le frequenze luminose riattivabili sarebbero quelle vicine all'infrarosso (NIR). Si userebbe come vettore un particolare adenovirus che porterebbe con sè frammenti di DNA e nanoparticelle d'oro. Tale metallo fungerebbe da antenna per determinati segnali derivanti dai fotorecettori riparati. Il direttore dello IOB dott. Botond Roska si è detto fiducioso circa gli sviluppi della ricerca ed ha dichiarato che sono stati ottenuti importanti risultati su modelli animali. In ogni caso, anche se la fonte è sicuramente seria, solo il tempo ci potrà dire se questo studio potrà raggiungere la sperimentazione sull'uomo.

SCIENZA: CONOSCIAMO MEGLIO L'OCT

Lunedì 6 luglio, dopo la lunga pausa dovuta al Covid19, ci è tornato a trovare in sede centrale il nostro presidente del Comitato Scientifico dott. Luigi Fusi. Con lui abbiamo girato alcune sequenze del prossimo documentario che ricorderà i trenta anni dell'associazione. Ne abbiamo però approfittato anche per inaugurare una nuova serie di interviste scientifiche dedicate ai principali esami clinici comunemente praticati in oculistica. Il primo appuntamento intende approfondire il cosiddetto OCT, ovvero la Tomografia a Coerenza Ottica, una metodica lanciata agli inizi degli anni '90 ed oggi considerata strumento insostituibile nella diagnosi delle patologie retiniche. Per visionare il filmato cliccare qui sotto:

https://www.youtube.com/watch?v=WGa2bSSZpHs

 

SCIENZA: IL TRAPIANTO AUTOLOGO DELLA COROIDE

Con l'autorizzazione dell'autrice abbiamo il piacere di presentare una interessantissima relazione video della dott. Barbara Parolini, componente del nostro Comitato Scientifico e partecipante ai congressi sulle distrofie retiniche ereditarie svoltisi a Settimo Torinese (2015) e a Milano (2019).
Nel filmato si tratta approfonditamente del trapianto autologo della coroide, un delicatissimo intervento chirurgico indicato in alcuni casi di maculopatia essudativa. È bene precisare che tale intervento non può essere utile in tutte le maculopatie. La coroide è una struttura fortemente vascolarizzata posta sotto la retina. Si tratta di una relazione, pubblicata un mese fa, rivolta ad oculisti ma pensiamo che, per la chiarezza del linguaggio, possa essere compresa anche da parecchi pazienti. Per visionare il filmato cliccare qui sotto:

http://www.youtube.com/watch?v=Sjd2rfCoaYw

SCIENZA: CORONAVIRUS NELLE LACRIME

Mercoledì 22 aprile alcuni organi d'informazione hanno diffuso la notizia del ritrovamento del virus Covid19 nelle lacrime di una persona infettata. La ricerca è stata compiuta presso il prestigioso Istituto Spallanzani di Roma. Il fatto, di per sé, non stupisce in quanto probabilmente il virus, una volta penetrato nell'organismo, tende a diffondersi un po' ovunque. Stupisce tuttavia la sua permanenza nell'apparato oculare anche dopo la negativizzazione dei tamponi faringei e nasali. Si tratta comunque di uno studio molto limitato che dovrà necessariamente essere confrontato con altre osservazioni in corso a livello internazionale. Sembra tuttavia confermata la possibilità di una via di accesso del virus attraverso l'apparato oculare, principalmente tramite la congiuntiva. Il nostro comitato scientifico sottolinea tuttavia come queste notizie non modificano in nulla le norme di protezione indicate in precedenza.

SCIENZA: FOTORECETTORI DALLE CELLULE DELLA PELLE?

La prestigiosa rivista scientifica "Nature" ha recentemente pubblicato i risultati di una interessante ricerca neuro-oftalmologica sviluppata negli Stati Uniti.

E' bene comunque precisare che si tratta di uno studio portato avanti, per ora, soltanto a livello di topi. Il lavoro, coordinato presso il National Eye Institute dal prof. Kapil Bharti, sarebbe riuscito a trasformare direttamente, attraverso una tecnica di riprogrammazione lampo, cellule della pelle in fotorecettori a bastoncello. Tali cellule sarebbero state riprogrammate in dieci giorni senza dover preventivamente passare dallo stadio di staminali. dei quattordici topini trattati, anche affetti da alterazioni retiniche avanzate, sei avrebbero significativamente recuperato capacità visiva. I risultati positivi si sarebbero inoltre mantenuti nei tre mesi successivi all'intervento.

Anche se i presupposti scientifici della ricerca americana appaiono senz'altro molto seri, alcuni osservatori si mantengono comunque prudenti. Si ricorda infatti ancora molto bene lo scandalo verificatosi nel 2014 quando, un articolo riguardante un argomento simile, fu pubblicato a firma della ricercatrice giapponese Haruko Obokata. Nei mesi successivi lo studio risultò però falso ed il mentore scientifico della Obokata si suicidò (Vedi QUI per i dettagli) . Seguiremo pertanto attentamente gli sviluppi di questa interessante vicenda.

SCIENZA: ATTENZIONE ALLA CLOROCHINA

Riceviamo dagli amici dell'associazione RP-Liguria e volentieri pubblichiamo:


Premettendo che quello che segue non rappresenta un consiglio medico, e che è sempre necessario rivolgersi al proprio medico quando se ne ravvisi la necessità, ci è giunta la notizia che su molti social circola l’informazione che, tra gli approcci terapeutici per contrastare gli effetti devastanti del coronavirus, viene indicata anche la clorochina o idrossiclorochina.
Questa informazione può indurre il singolo cittadino a procurarsi autonomamente detto farmaco, magari con “metodi poco ortodossi”, procedendo quindi con il fai da te.
Sottolineiamo che l’uso di queste sostanze deve essere fatto esclusivamente sotto stretto controllo medico e in presenza di coronavirus accertato, non certo per profilassi o prevenzione.
Ricordiamo pertanto che clorochina e idrossiclorochina presentano diverse controindicazioni, non solo per i soggetti cardiopatici o affetti da favismo ma, per quanto concerne la vista, non devono essere somministrati a persone con alterazioni retiniche e del campo visivo e in caso di maculopatie.
Per lo stesso motivo, si raccomanda vivamente in ogni occasione di informare il medico sulle proprie condizioni retiniche, maculari o del campo visivo, affinché possa valutare la situazione personale nella sua completezza e assumere, di conseguenza, le decisioni più idonee.