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VICENDA TAV: LA REPLICA DEI CONTRARI

Come preannunciato nella newsletter del 12 novembre u.s., diamo voce anche a due soci che si sono espressi in senso negativo rispetto alla realizzazione della linea ad alta velocità Torino - Lione. È bello che l'associazione possa rappresentare anche una tribuna per la discussione, magari animata, ma sempre rispettosa delle posizioni altrui. Daremo pertanto spazio anche ad altri contributi non solo relativi a questo argomento ma anche su altri temi di interesse non strettamente associativo:

A seguito della pubblicazione dell’articolo riguardante la linea Torino Lione, che tanto fa discutere l’opinione pubblica, che riportava i pareri dei presidenti Marco Bongi e Pericle Farris, siamo a rispondere a quanto affermato, in un clima di confronto e discussione che, come è stato sottolineato su più fronti, se costruttivo può fare del bene. Abbiamo scelto per questo approfondimento la testimonianza di una socia con disabilità visiva, che vuole sottolineare il suo parere contrario alla costruzione della suddetta opera. Alice ritiene che la sua vita non migliorerebbe con il termine dell’opera, ponendo l’accento sul fatto che, a causa della presenza delle ferrovie che portano a Torino ed altre opere, la Valle presenta già delle infrastrutture a rotaia: “Qui abbiamo anche il TGV nel caso in cui volessi andare in Francia quindi non si capisce di cosa parliamo… il TAV sarebbe inoltre solo per il trasporto-merci, la stessa qualità di servizio non c’è invece in altre province del Piemonte, quali, ad esempio, l’Alessandrino e l’Astigiano. Il problema qui come altrove sono le barriere architettoniche ovunque presenti e la mancanza di ausili che facilitano l’autonomia, quali ad esempio i semafori sonori, quasi assenti anche a Torino, e l’assenza totale in Valsusa di strutture in appoggio, ambulatori e poli dove poter fare quelle attività di supporto di mobilità ed orientamento necessari. Da questo punto di vista la Valsusa è una landa desolata”. Inoltre aggiunge: “La Regione (ed altri enti), invece di offrirsi di pagare il TAV nel caso in cui lo Stato dovesse decidere di bloccarlo, dovrebbe cercare di migliorare il servizio sul territorio. Che senso ha investire su un’opera che ti porta in Francia per avere migliori cure mediche quando la cosa giusta sarebbe poter usufruire di tutto ciò che è necessario vicino a casa propria. Paghiamo le tasse non per andare a curarci a Lione, ma per farlo nel nostro Paese”.
Riteniamo che essendo questa una vicenda che sfortunatamente, negli anni, ha assunto una sfumatura molto politica e che ha dato i natali a vicende il più delle volte gravi, chi scrive ritiene che le associazioni di categoria come l’A.P.R.I, apartitiche, apolitiche ed atee, debbano prestare molta attenzione a ciò che emerge da loro rispetto a ciò che pensano su tali vicende. Quanto da noi scritto e citato sopra, infatti, è una risposta ad una questione che non riteniamo debba essere oggetto di discussioni che esulano dalle problematiche della categoria. Va bene discutere ed è bene dire la propria su differenti questioni anche non inerenti la cecità, perché prima che disabili visivi siamo persone; tuttavia quando si va a rappresentare il pensiero di una associazione è bene che si sia certi dell’unanimità del pensiero.
Sempre aperte al dialogo costruttivo ed all’informazione genuina, ringraziamo per lo spazio offerto.

Alice Vigorito e Dajana Gioffrè