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OCCHI APERTI: IN ARRIVO IL NUMERO VENTIQUATTRO

Alla fine di questo mese, al ritorno dalle vacanze estive, troverete probabilmente nelle vostre case il nuovo numero della nostra rivista ufficiale "Occhi Aperti". Su questo fascicolo saranno pubblicati alcuni articoli scientifici come una relazione scritta dai genetisti dell'Ospedale Careggi di Firenze, struttura presso la quale stiamo finanziando una borsa di studio insieme agli amici di RP-Liguria, un'intervista all'oculista dott. Antonella Croce e una breve introduzione alla fitoterapia oftalmologica della dott. Flora Abruzzese. In campo culturale prosegue la collaborazione con il musicologo Giovanni Tasso, mentre il regista Luca Bronzi presenta il documentario "Quando l'occhio non fa la sua parte". Il dibattito, costruito su due articoli contrapposti, sarà incentrato sull'alternativa bastone bianco o cane guida. Curioso infine l'articolo sul cantastorie cieco pinerolese David Michelin vissuto nel XVIII secolo. Vi riportiamo, qui di seguito, il testo dell'editoriale che apre il giornale:

Qualcuno a volte si stupisce nel constatare come la nostra associazione prediliga una presenza capillare sul territorio piuttosto che, come forse apparirebbe più logico, concentrare le proprie energie nei grandi centri dove i disabili visivi sono di più e più facilmente raggiungibili. Le delegazioni zonali APRI-onlus infatti sono parecchie e spesso molto attive, non mancano inoltre iniziative della sede centrale organizzate volutamente nei piccoli centri.
Le ragioni che stanno alla base di questa filosofia di azione sono, in realtà, molteplici. Una però le sopravanza tutte e, da sola, potrebbe già rispondere ad ogni obiezione: i ciechi e gli ipovedenti che risiedono fuori dalle grandi città stanno indiscutibilmente peggio, hanno meno servizi, più problemi di spostamento, debbono fare i conti con una cultura ancora incline a nascondere la realtà dell'handicap,, hanno assai meno occasioni di socializzare, insomma..., hanno molto più bisogno di noi.
A ciò aggiungerei che i piccoli comuni spesso soffrono di una minore burocrazia e che, particolare non trascurabile, operando nelle periferie esistenziali, tanto care a Papa Francesco e ad alcuni nuovi sindaci, è assai meno probabile entrare in diretta concorrenza con quelle organizzazioni "storiche", o meglio "preistoriche" che prediligono i grandi palcoscenici ed i centri di potere metropolitani.
Tutto ciò ovviamente costa fatica, ci costringe ad un maggiore dispendio economico, ci porta via tempo per spostamenti e trasferte. E' davvero bello tuttavia, ci si passi l'immagine poetica, avere l'impressione di lavorare per dissodare un deserto e di riuscire, in parecchie occasioni, a far scaturire zampilli d'acqua dove nessuno se li sarebbe attesi.
E allora andiamo avanti su questa strada. le prossime tappe? Per quanto concerne la provincia torinese ci attendiamo risposte dal pinerolese e dall'interland sud (Nichelino, Carmagnola o Moncalieri). Sul resto del Piemonte Alba appare forse la prima in lista d'attesa. Chi ha dunque voglia di "metterci la faccia"... non esiti a contattarci.

Marco Bongi