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EDITORIALE: ASSOLTA MA NON DAI MEDIA...

Venerdì 16 maggio abbiamo ricevuto la notizia dell'assoluzione, con formula piena, della signora M.M., residente in un piccolo paese della provincia di Cuneo, che dal 2012 era stata indagata come "falsa cieca" e direttamente difesa dall'avv. Oscar Spinello, vice-presidente della nostra associazione.
Appena conosciuta la sentenza abbiamo subito emesso un comunicato stampa nel quale sottolineavamo l'importanza del pronunciamento e l'urgente necessità di fare chiarezza su una vicenda così dolorosa. All'anziana signora infatti era stata sospesa la pensione e l'indennità di accompagnamento mentre la gogna mediatica, che l'aveva fatta apparire come una truffatrice, ha inciso non poco sulla sua serenità psicologica. Il nostro comunicato dunque, che potrete consultare dal sito www.ipovedenti.it, sottolineava tutti questi aspetti e non mancava, come è giusto, di lanciare qualche bonaria frecciatina al sig. Massimo Giletti che si è fatto campione di questa campagna persecutoria contro i non vedenti.
Ma la lotta impari contro i "democraticissimi" padroni dell'informazione non lascia scampo ai cittadini onesti, e come tali riconosciuti ufficialmente anche dall'Autorità Giudiziaria. Vi riportiamo dunque, per vostra documentazione, l'articolo pubblicato in merito dal quotidiano La Stampa, edizione di Cuneo, di sabato 17 maggio. Potrete così imparare come si può, manipolando le parole e gli spazi dedicati, trasformare una piena assoluzione in una condanna di fatto. Non solo infatti il "santone" Giletti viene accuratamente ignorato e protetto dalla casta dei colleghi giornalisti, ma anche la ricostruzione della vicenda, con la semplice citazione in fondo di una nostra dichiarazione slegata dal contesto, travisa completamente il significato della notizia ed il valore della sentenza. Gli argomenti dell'accusa sono citati, tanto per fare un esempio, in testa all'articolo ed in modo molto chiaro, le nostre posizioni invece, oltre che al fondo, con un linguaggio criptico e poco lineare. Il titolo poi, che rappresenta il biglietto da visita per la maggioranza dei lettori, è un vero capolavoro di ipocrisia. Ogni commento è superfluo.

Marco BONGI