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EDITORIALE: PREGO... SI ACCOMODINO...

E' così... finalmente ce l'hanno fatta! Lor signori dell'Unione Italiana Ciechi, sezione provinciale di Torino, gestiranno il Centro di Riabilitazione Visiva di Ivrea. Complimenti davvero. Ci teniamo bene a precisare: Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti, sezione provinciale di Torino, perché, per fortuna, non tutte le sezioni italiane di quella associazione sono così poco autorevoli ed inaffidabili quanto i dirigenti di corso Vittorio 63.
Tanto è vero che, è bene che si sappia, lor signori, pur di sottrarre un fiorente servizio agli odiati disabili visivi di APRI-onlus, sono stati capaci di presentare un'offerta economica così bassa che addirittura, ai sensi della normativa vigente sulle gare d'appalto, non ha consentito un'aggiudicazione immediata a causa dei sospetti ingenerati di mancato rispetto dei minimi tabellari dei professionisti. Peggio della più sgarrupata delle cooperative, alla disperata ricerca di commesse, ad ogni costo, ad ogni prezzo, svendendo ogni dignità professionale. Ma lo sappiamo bene; la UICI non ha certo bisogno di "prostituirsi" per sopravvivere, come molte cooperative sull'orlo del fallimento.
Loro, al limite, abbondantemente finanziati come sono a livello centrale e periferico, possono permettersi di farlo... solo eventualmente per il gusto sadico di "punire" alcuni disabili visivi troppo intraprendenti e non propensi a sottostare alla loro paternalistica tutela. Tutto certamente regolare, figuriamoci, tutto perfetto da ogni punto di vista. Niente da dire dunque... si accomodino pure.
E pensare però, ed è giusto che si sappia anche questo, che non più lontano del mese di luglio scorso, proprio il presidente Giuseppe Salatino ci aveva personalmente contattati allo scopo di chiederci solidarietà a proposito di una vicenda analoga coinvolgente l'ASL TO-3 di Collegno:
"Mi raccomando... stiamo uniti... mica avrete intenzione di accettare le tariffe capestro imposteci da quell'amministrazione sanitaria? Concordiamo una lettera comune perché se ci facciamo concorrenza saremo costretti tutti ad abbassare il livello dei servizi..."
Già..., diventa così normale che, come è realmente avvenuto negli ultimi mesi, parecchi dipendenti di quella organizzazione siano venuti a bussare alle nostre porte per esprimere la loro frustrazione e insoddisfazione. Noi, da parte nostra, non abbiamo mai prestato il fianco a simili lamentele. La correttezza istituzionale ce lo impediva. I fatti tuttavia sono fatti e non bastano i novanta anni di storia, o le conoscenze politiche da "prima Repubblica" per cancellarli.
E' bene che queste cose si sappiano dunque e speriamo anche che possano giungere quanto prima alle orecchie del presidente nazionale Mario Barbuto, che se, come speriamo, vorrà davvero cambiare il volto della più grande organizzazione italiana dei disabili visivi, dovrà necessariamente, e prima di tutto, saper "rottamare" al più presto certi personaggi assolutamente screditati e screditanti per la categoria. Tutto a posto, tutto regolare dunque...Per carità... Nulla da eccepire... ma non bastano le carte bollate per ricostruirsi una verginità morale ormai persa davvero irreparabilmente.
Tornando infine al C.R.V. di Ivrea vorrei salutare caramente tutti gli utenti che hanno potuto apprezzare, nel corso degli anni, l'impegno e la dedizione di operatori e professionisti. Non posso che invitarli, nel contempo, a vigilare attentamente affinché il loro centro mantenga gli impegni ed i risultati ottenuti fino ad oggi.
I cittadini infatti, se coscienti dei loro diritti, possono fare molto per tutelarsi ed esigere che questi siano rispettati e tenuti in considerazione. APRI-onlus, che ha comunque le spalle abbastanza larghe per andare avanti anche in Canavese, sarà sempre al loro fianco nella giusta battaglia sui servizi.

Marco BONGI