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EDITORIALE: L'INCREDIBILE STORIA DEL MARESCIALLO

Nei giorni scorsi abbiamo ricevuto, presso la sede centrale, la visita di un maresciallo della Guardia di Finanza. Finalmente ci sono cascati anche loro..., commenterà soddisfatto qualche avversario...!
Mi spiace però per lui, ma non si trattava affatto di controlli economici o fiscali... il sig. C.C. invece, maresciallo in quiescenza della Guardia di Finanza, ci ha voluto raccontare la sua storia e ci ha ringraziato delle nostre coraggiose prese di posizione sulle dolorose vicende di molti presunti "falsi ciechi".
Egli infatti fu posto a riposo, dopo trentuno anni di onorato servizio, proprio a causa della sua grave minorazione visiva. Fu la medesima amministrazione militare a riconoscere la sua infermità e il progressivo peggioramento delle sue condizioni. Ottenne quindi il riconoscimento di "cecità parziale", non assoluta, e, suo malgrado, iniziò a condurre un''esistenza da tranquillo pensionato. "
Nel 2012 però venne raggiunto improvvisamente da un avviso di garanzia che lo accusava di truffa ai danni dello Stato per aver simulato la propria cecità. I suoi medesimi ex-colleghi, su incarico ovviamente della Procura, lo avevano filmato mentre faceva la spesa in un negozietto sotto casa e mentre passeggiava tenendo per mano la piccola nipotina. Possiamo certo immaginare l'umiliazione ed il dolore provati dal maresciallo durante l'interrogatorio condotto dai suoi ex-superiori: tanta amarezza, l'ombra del sospetto che si sommava alla tristezza già di per sé provocata dall'incedere inesorabile della malattia...
Per fortuna le indagini si conclusero poi con un'archiviazione del caso ma i segni psicologici dei torti subiti difficilmente potranno essere cancellati con un colpo di spugna. Un'altra preziosa testimonianza dunque che ci dimostra quanto sia insensato l'accanimento di questa persecuzione che si sta ormai trasformando, grazie anche alla complicità di giornalisti come Massimo Giletti, in una vera e propria caccia alle streghe.
Questa triste storia ci dimostra comunque, come la furia forcaiola, sempre scatenata naturalmente contro i deboli, non si ferma davanti a nulla e a nessuno. Ciò potrebbe essere anche, al limite, una cosa giusta ma, in ogni caso, l'ignoranza sulle caratteristiche della disabilità visiva e la disumanità dei metodi inquisitori utilizzati, non possono che essere stigmatizzate da chiunque abbia un minimo di buon senso.
Ringraziamo dunque pubblicamente il maresciallo C.C. per averci contattato e per essersi iscritto alla nostra associazione. Certamente terremo ben presente anche la sua storia quando organizzeremo un convegno dedicato alla trattazione di queste vicende.

Marco BONGI