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CONOSCIAMO MEGLIO L'APE SOCIALE

Se ne è parlato molto alla fine del 2016, per effetto delle decisioni adottate dal Governo Renzi nella legge di stabilità 2017. Ora giunge l'applicazione concreta del cosiddetto "anticipo pensionistico", piuttosto oneroso per i lavoratori normodotati, abbastanza agevolato nei confronti dei disabili. Cerchiamo tuttavia di capirci meglio qualcosa.
Lo scorso 16 giugno l'INPS ha infatti diramato le circolari applicative che disciplinano il cosiddetto APE social, ovvero l'anticipo pensionistico "a carico dello Stato" riservato ad alcune categorie di lavoratori. Tra queste figurano i cosiddetti "caregiver", ovvero coloro che prestano assistenza a persone con handicap grave, ai sensi della legge 104 / 1992, e gli invalidi civili. L'Anticipo pensionistico, senza costi per il lavoratore, è stato introdotto in via sperimentale dalla legge di bilancio 2017, per il periodo 1 maggio 2017 - 31 dicembre 2018, e consiste in una indennità a carico dello Stato, erogata dall'INPS su domanda degli interessati, a fronte di determinate condizioni.
Questa indennità viene erogata nelle more di tempo utile, in attesa di raggiungere l'età della pensione di vecchiaia. Possono richiedere l'APE Social i lavoratori iscritti all'Assicurazione generale obbligatoria dei lavoratori dipendenti, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi, oltre a disoccupati o persone che hanno svolto lavori usuranti. Possono richiedere altresì l'agevolazione: i soggetti che al momento della richiesta e da almeno sei mesi assistono il coniuge, o un parente di primo grado convivente (genitore, figlio) con handicap grave ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della legge 104/1992. E' necessario però poter vantare un'anzianità contributiva di almeno 30 anni.
In relazione alla stessa persona con handicap in situazione di gravità è possibile concedere l'APE sociale ad uno solo dei soggetti che l'assistono; gli invalidi civili con un grado di invalidità pari o superiore al 74% accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell'invalidità civile, in possesso di un'anzianità contributiva di almeno 30 anni. Vi rientrano pienamente quindi sia i ciechi totali che quelli parziali, la cui percentuale di invalidità corrisponde, per entrambe le categorie, al 100%. Per i decimisti occorre invece distinguere caso per caso.
I requisiti per accedere all'APE social sono pertanto i seguenti: 1 almeno 63 anni di età; 2 almeno 30 anni di anzianità contributiva; 3 non essere titolari di alcuna pensione diretta. Al momento della domanda la persona deve avere cessato l'attività di lavoro dipendente o parasubordinato, svolta in Italia o all'estero, che superi gli 8.000 euro lordi annui o i 4.800 euro lordi annui nel caso di lavoro autonomo.
L'indennità non è compatibile con i trattamenti di sostegno al reddito connessi allo stato di disoccupazione involontaria, con l'assegno di disoccupazione (ASDI), nonché con l'indennizzo per la cessazione dell'attività commerciale. L'APE sociale è corrisposta ogni mese per 12 mensilità nell'anno, fino all'età prevista per il conseguimento della pensione di vecchiaia. La somma erogata è quella della pensione calcolata al momento dell'accesso alla prestazione se inferiore ai 1.500 euro. E' di massimo 1.500 euro se la pensione così calcolata avrebbe importo superiore.