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ASSOLTA RIAVRÀ LA PENSIONE ANCHE SE NON È CIECA TOTALE

Faceva la spesa al supermercato e differenziava i rifiuti. Andava anche in edicola, prendeva i giornali e li porgeva al negoziante per pagarli. Tutto pur essendo cieca e percependo la pensione di invalidità. La Procura di Cuneo, in base a indagini della Finanza, l'ha portata davanti al giudice con l'accusa di truffa aggravata. Ieri il tribunale l'ha assolta. Per il giudice il disturbo di M. M., 70 anni, giustifica la percezione dell'assegno, anche se non è cieca totale. Per le accuse aveva intascato ingiustamente 77 mila 900 euro di pensione di invalidità in 6 anni, dal 2006 al 2012 (1127 euro al mese). "L'ha segnalata il medico di base che l'aveva in cura a un dirigente dell'Asl - aveva spiegato un finanziere del Nucleo di polizia tributaria di Cuneo -. Questi, a sua volta, ha fatto richiesta di approfondimenti all'ufficio delle invalidità civili e sono cominciate le indagini. Il medico dell'Asl, responsabile per le patologie legate alla cecità, ha verificato i risultati, confermando l'impossibilità che si tratti di cieca totale". I militari avevano filmato la donna mentre faceva la spesa da sola nel paese in cui abita. E gettava l'immondizia nei cassonetti. Nel processo sono stati ascoltati anche i titolari del minimarket. "Non sapevamo fosse cieca" hanno detto. L'avvocato difensore: "Il perito ha detto che non può leggere perché davanti a se non vede nulla e ha solo una residua visione laterale grossolana. La legge prevede ben quattro condizioni più sfumate di cecità rispetto a quella assoluta. Una persona può riuscire a fare più di quello che vede soprattutto in ambienti perfettamente conosciuti". "Questa sentenza contribuirà solo in minima parte a far dimenticare i disagi patiti dalla signora dal 2012 ad oggi: sospensione dell'indennità di accompagnamento e difficoltà a trovare assistenza perché considerata una truffatrice - afferma Marco Bongi, presidente Apri Onlus (Associazione Pro Retinopatici ed Ipovedenti) . Sempre più spesso assistiamo a una vergognosa gogna pubblica nei confronti di persone disabili la cui unica colpa è poter contare ancora su di un residuo visivo oppure quella di condurre una vita più autonoma possibile, sviluppando gli altri sensi".