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ARCHIVIO

ERA UNA CIECA VERA... MA OGGI CHI LO RICORDA?

Riportiamo, qui di seguito, il comunicato stampa relativo ad una delle tantissime archiviazioni, dopo lunghe indagini relative a presunti casi di "falsa cecità". I processi, lo sappiamo bene, si possono concludere con condanne od assoluzioni. La particolarità di queste situazioni sta però nel fatto che i proscioglimenti risultano assolutamente maggioritari mentre l'interesse degli organi d'informazione si focalizza soltanto nel momento in cui le indagini vengono avviate.
Noi dunque, almeno noi, cercheremo di riparare a queste storture. Eccovi dunque la notizia:

BRINDISI – E' stata fotografata e seguita per mesi perché ritenuta una "falsa cieca" che aveva truffato l'Inps per 117.000 euro, ma in realtà si tratta di una persona davvero non vedente, come dimostrato prima da una perizia di parte e poi da una consulenza tecnica disposta dal gip Paola Liaci in un incidente probatorio.
E' stata così archiviata a Brindisi l'inchiesta in cui era coinvolta una donna di 60 anni di Mesagne (Brindisi), difesa dall'avvocato Carmelo Molfetta, che nel novembre del 2012 aveva ricevuto la notifica di un avviso di conclusione delle indagini preliminari per truffa da parte dei carabinieri. Secondo l'accusa, la donna, nubile e disoccupata, aveva percepito indebitamente la pensione di invalidità sin dal 1998. Le tesi della procura erano supportate da numerose immagini scattate mentre la 60 enne salutava e riconosceva amici e parenti per strada, faceva la spesa con disinvoltura, essendo perfettamente in grado di contare gli spiccioli per pagare. Il consulente di parte, Carlo Sborgia, ordinario di oftalmologia all'Università di Bari, ha accertato che la donna ha maturato il difetto visivo grave all'età di 14 anni e nonostante un residuo visivo all'occhio destro è ancora oggi una "cieca totale" che necessita di accompagnamento. Ha anche spiegato, nella sua relazione, che durante gli anni trascorsi senza l'uso della vista aveva potuto sviluppare "fenomeni di organizzazione spaziale" tali da farla apparire una persona priva di qualsiasi problematica. Le osservazioni sono state poi condivise dal consulente del gip.
Il pm Luca Buccheri ha chiesto quindi l'archiviazione del procedimento, non essendovi elementi per poter sostenere a giudizio l'ipotesi di truffa contestata.