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EDITORIALE: TERRANOVA VERSO LA PRESIDENZA U.I.C.I.?

Si rincorrono, in queste settimane, voci ed indiscrezioni sulla successione a Tommaso Daniele nella carica di presidente nazionale UICI. Da parte nostra, come osservatori esterni e relativamente poco coinvolti, non possiamo che goderci uno spettacolo, in tutto e per tutto simile alle vicende più generali relative al governo ed alla vita politica della Repubblica.
Il "regnum coecorum" non differisce dunque un gran che dalle modalità operative tipiche di tutti gli italiani: retroscena, intrighi, doppi giochi, voci di corridoio e via di questo genere.
Vediamo allora di fare un sintetico punto della situazione ben sapendo, tuttavia, che quanto oggi appare certo, probabilmente svanirà domani in una bolla di sapone.
Si dice con insistenza, tanto per cominciare, che il prof. Tommaso Daniele, dopo i problemi di salute del novembre scorso, rassegnerà ufficialmente le sue dimissioni il 28 febbraio. Tale dichiarazione dovrebbe però essere accompagnata da una sorta di "investitura" del successore nella persona dell'attuale vice-presidente Giuseppe Terranova da Messina. Daniele pertanto, da vero "padre nobile" della categoria, conoscendo probabilmente la scarsa levatura di molti suoi epigoni, cercherebbe, con questa mossa, di evitare strappi o lotte fra fazioni.
Il designato, dal canto suo, si sentirebbe già così sicuro dell'elezione da aver addirittura convocato, al di fuori da ogni prassi, una Direzione Nazionale in Sicilia per fine mese. La Sicilia, del resto, ben lo sappiamo, raccoglie, sul proprio territorio, una quantità assolutamente sproporzionata di ciechi rispetto alla sua popolazione e tale fatto, al di là dei dubbi e perplessità suscitati, non può che contare significativamente sugli equilibri congressuali basati eminentemente sul numero delle tessere.
Risulta pertanto più che naturale la proposizione del "modello siciliano", fatto di ingenti finanziamenti a pioggia, assistenzialismo sfrenato e piagnistei vittimistici tipo scioperi della fame, , come esempio da esportare sul piano nazionale. Davvero il nuovo che avanza... , la modernità allo stato puro..., lo spirito innovativo che l'Europa ci invita ad assumere...
Ci giungono però anche altri sussurri che, sia pur fra prudentissime e non compromettenti osservazioni, riferiscono di un certo disagio rilevabile specialmente in alcune regioni del nord. Pare infatti che la succitata riunione siciliana della Direzione Nazionale sarebbe stata rinviata in tutta fretta per l'indisponibilità a parteciparvi di taluni dirigenti. Sarà vero? Chi vivrà vedrà...
Certo, bisogna riconoscerlo, questo fermento della base, e di alcuni settori della dirigenza, sebbene pieno di titubanze, rappresenta pur sempre un passo avanti rispetto alle unanimità "bulgare" del recente passato.
Noi ce ne rallegriamo ma non possiamo non auspicare ulteriori scatti di vitalità e dinamismo. Ben vengano allora i dibattiti sulle liste di discussione, i documenti programmatici e le lettere predisposte dai possibili candidati. L'impressione è comunque quella che ben poco tali sussulti possano incidere davvero sui reali destini dell'associazione storica dei ciechi italiani.
I giochi veri, come sta avvenendo del resto anche per il governo nazionale, si compiranno altrove, in qualche stanza riservata ed al riparo da intromissioni indiscrete.
La nostra categoria deve del resto scontare un ritardo culturale assai pesante rispetto alla società contemporanea. Un autentico clima di dibattito, non tanto sulle persone, quanto sui programmi, farebbe tuttavia un gran bene a tutti e favorirebbe un salutare rinnovamento nelle attività e nelle modalità operative. Speriamo in bene.

Marco BONGI