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AVASTIN-LUCENTIS: UN'INTERPELLANZA MOLTO STRANA

Abbiamo ricevuto, la scorsa settimana, il testo di un'interpellanza a risposta immediata, presentata in Consiglio Regionale del Piemonte dal capogruppo PD Davide Gariglio. L'argomento era di quelli molto interessanti per la nostra associazione ovvero la scandalosa vicenda dei farmaci salva-vista Avastin e Lucentis, di cui ci siamo già abbondantemente occupati nei mesi scorsi.

Leggendo però il testo del documento siamo rimasti piuttosto stupiti. Gariglio infatti non chiedeva informazioni all'assessore alla Sanità sui motivi che impedirono, per molti mesi, l'uso di Avastin, non si lamentava del fatto che tanti pazienti furono costretti a sospendere le cure perchè le ASL non potevano acquistare il carissimo Lucentis, non avanzava proposte di costituzione di parte civile per la Regione in caso di un possibile procedimento penale contro Roche e Novartis... Nulla di tutto questo si può leggere nell'interpellanza di Gariglio.

Egli invece stranamente si preoccupa molto di sapere se chi oggi è tornato a somministrare Avastin, dopo l'autorizzazione AIFA all'utilizzo "off label" del farmaco, lo faccia rispettando alla lettera il protocollo imposto da AIFA stessa con probabile principale riferimento al frazionamento del prodotto in fiale.

In parole povere: i flaconi di Avastin, confezionati per l'uso oncologico, contengono in realtà parecchie dosi nel caso di somministrazione oculare. La procedura di frazionamento, anche se posta in essere dalle farmacie interne degli ospedali, deve seguire talune precauzioni allo scopo di non alterare l'efficacia della sostanza poi iniettata.

Tutto giusto e tutto assolutamente condivisibile ma...,con il solito buon senso delle cose, ci chiediamo: chi può avere interesse a cavillare, cercando di mettere il bastone fra le ruote, al ritorno di Avastin negli ospedali pubblici?

A chi farebbe comodo una eventuale nuova sospensione dei trattamenti con Avastin per magari ritornare al farmaco già venduto in monodose?

Conosciamo bene Davide Gariglio e sappiamo che probabilmente la sua interpellanza era sicuramente a fin di bene. Intravvediamo tuttavia una sorta di strumentalizzazione della sua buona fede. Perché tuttavia non ci ha interpellato prima di presentare un testo così ambiguo ed attaccabile?

Per fortuna la risposta dell'assessore alla Sanità Antonio Saitta è stata però molto ferma ed inequivocabile. Egli infatti, pur assicurando sulla regolarità del frazionamento effettuato presso l'Ospedale Oftalmico, non ha omesso di ricordare i termini precisi della vicenda, la multa dell'Antitrust, le indagini penali in corso ed i danni arrecati alla sanità regionale da Roche e Novartis.

Noi ci riconosciamo dunque perfettamente nella risposta di Antonio Saitta.