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Lettera al direttore del quotidiano La Stampa

Diffondiamo volentieri la lettera inviata dalla nostra coordinatrice provinciale di Asti Renata Sorba e pubblicata, nella seguitissima rubrica "Specchio dei Tempi" lunedì 3 giugno 2013. Non possiamo che ovviamente condividere le sue affermazioni ed auspichiamo un sollecito intervento del comune.

Sono diversi anni, che un paio di volte all'anno, mi reco a Torino. Arrivata alla stazione di porta Nuova mi dirigo sempre verso le due aree riservate ai taxi, via Sacchi o via Nizza, e ogni volta ho difficoltà a trovare un taxi disponibile a caricarmi con il cane guida. Le motivazioni per cui respingono la mia richiesta sono diverse: la macchina è troppo piccola, non hanno il bagagliaio o semplicemente preferiscono lasciare l'impegno ad un altro collega. L'ultima volta che mi è accaduto, esattamente due sabati fa, ero in compagnia di amici, che increduli, hanno assistito al mio ennesimo disagio. Visto che I tassisti non erano disponibili a caricarci, un autista di un pulmino a nove posti, scandalizzato per l'accaduto, ci ha dato il passaggio ma mi ha fermamente incoraggiata a rendere pubblica questa antipatica situazione. La legge prevede che Il cane guida deve essere "assolutamente per diritto"caricato sul taxi, ma ciò purtroppo non avviene. E' molto più facile al ritorno. Chiamando la radio mobile, la centralinista ha la possibilità di rintracciare un tassista disponibile a caricare il cane guida. Mi rivolgo per tanto alle istituzioni competenti e al sindaco Fassino, chiedendo di sensibilizzare i tassisti reticenti a rispettare la legge per non denigrare I pochi che invece sono disponibili. Mi viene da chiedere: perché viene caricato il bagaglio e non il cane guida? E' forse un problema di igiene? Lascio a voi la risposta più saggia...